“IDENTITÀ”

Coach FRANCO LUDOVISI torna a salire sullo sgabello virtuale dello SPEAKER’S CORNER di SOFTBALL INSIDE.

Lo fa con un articolo che risponde, nel suo modo diretto e inequivocabile, al post “Identità” (questo il link) pubblicato qualche settimana fa nella sezione BLOG.

***

Ormai sono fuor dai giochi e posso parlare solo della mia esperienza, della mia esperienza passata.

Ho cominciato a giocare a baseball subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, a circa dieci anni,,

Istruito nel gioco dai militari delle Truppe Americane di occupazione (o liberazione se volete) che avevano il loro comando proprio accanto a casa mia nel centro di Bologna.

Quando qualche tempo dopo incontrai altri giovani e meno giovani che si dedicavano al nuovo sport divenni immediatamente un esperto delle tecniche e delle regole che avevo apprese direttamente e correttamente dai soldati Usa.

Così dovevo intervenire, anche quando giocavano gli adulti, per spiegare che la regola del gioco:

“se il battitore rifiuta di battere la palla” non significava, come avveniva di fatto, che il battitore poteva alzare una mano e gridare “rifiuto” per annullare il lancio effettuato dal lanciatore.

Di conseguenza questo mio sapere mi portò immediatamente ad essere un allenatore, un istruttore anche di gente molto più adulta di me.

Dovevo avere anche predisposizione “al comando” se nel 58 ero allenatore delle Fiamme D’Oro squadra di serie A (a soli 23 anni e con soli due anni di conduzione di squadre) e se nel 61 a 26 anni ero nello staff della Nazionale Maggiore.

Ma la mia professionalità consistente nello “SVOLGERE IL MI LAVORO CON COMPETENZA (di quello che sapevo), SCRUPOLOSITA’ e ADEGUATA PREPARAZIONE PROFESSIONALE” era sicuramente carente di “adeguata preparazione professionale”.

La preparazione professionale avvenne sempre NEL tempo:

leggendo libri di tecnica di baseball, frequentando allenatori e giocatori stranieri e ciucciando quanto di buono potevano proporre.

Partecipando a Corsi Tecnici tenuti anche da esperti stranieri che NON TERMINAVANO ASSURDAMENTE CON UN ESAME che, se superato, ti portava a SEDERTI nella tua QUALIFICA.

Tu mi spieghi una cosa, se la capisco e la apprezzo la faccio mia, SE RISPONDO BENE ALL’ESAME, ma non la apprezzo e non la capisco TU la fai MIA.

E questa preparazione di cui dicevo sopra non ha mai fine:

si evolve nel tempo con tecniche (non solo di gioco) nuove o rinnovate,  adatte a PROSPETTI DIVERSI nelle diverse generazioni.

Un esempio? Prova a far fare dei giri di campo di punizione, come avveniva nel passato, senza dare una motivazione immediata:

non avrai obbedienza alcuna, ora.

Se sai stare al passo, se sei IN DIVENIRE allora sei un allenatore, un COACH, un guidatore.

Io la penso così.

Franco Ludovisi

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