“L’ULTIMO INNING” (2 di 3)

Arriva sullo SPEAKER’S CORNER di SOFTBALL INSIDE la seconda parte del racconto scritto da NICCOLÒ BRUSINI.

La terza e ultima parte a breve.

***

La mia ultima partita. Lo so io. Soltanto io. Interessa alle mie giocatrici? Devo concentrarmi sul gioco.

Si, interessa. Mi rispettano. Mi vogliono bene. Lo so. Lo sento. Sono giocatori.

Sono giocatori che si stanno giocando la finale. Cinque cerchi. Vederli così da vicino e sapere che sono lì per te, fa quasi timore.

Ma io ci sono. E ci sono lì perché sono bravo. Ultima partita. Ultima occasione per essere ricordato.

Ricordato da chi però ? Da chi voglio io essere ricordato? Chi vogliamo che ci ricordi una volta morti? Faranno un Memorial a mio nome? Bello sarebbe.

Sarebbe bello portassero avanti i miei ideali sportivi. Si. Ma che ideali ho? Voglio vincere. Altrimenti non sarei qua. Sete di vittoria. Sete. Si. E caldo. Caldo infame.

Battitore veloce, corridori veloci. Provo. Segno il bunt sorpresa. Belli i segnali. Un gioco che ha solo questo sport.

Ma anche qua arriva la tecnologia. Tanto è la mia ultima partita. Può arrivare ciò che volete. Io il mio l’ho fatto. Nulla mi può fermare ormai.

Oddio. qualcosa si mi può fermare. Anzi, qualcosa mi ferma. Fanculo. Mi fa caldo. Ora non devo pensare. Ora c’è solo il campo, la polvere, le mie ragazze. Ed il caldo.

GIU’! ATTENTA! VAI, VAI, VAI… GIRAAAAA!

Errore della difesa. Meraviglioso per me. Per loro, anzi. No via, anche per me. Punto entrato.

Una in terza, Una in prima. Un out. Battitore peggiore nel box. Sono il meglio del meglio italiano. Ma la peggiore… Lo sapevo.

Ho sbagliato a metterla in campo. Dovevo mettere Elisa. Stronza. Fa la cretina di notte prima della finale.

Ed io sono così. Devo mantenermi così. Panca. La mia ultima partita. Fanculo. Ho sbagliato, dovevo metterla.

Chi si ricorderà della mia etica? Se perdo si ricorderanno che ho perso la finale non che sono coerente.

Coerente? Ma io devo vincere. Anche a costo di  pestare le mie idee. O no? Ma che ne so. GRAN RUBATA!! GRANDE GIO’!!

Grande… Grande davvero.

Ecco lei si, un esempio. Fatica. Coerenza. Testa. Giovane. E chi la ferma ? Talento puro con una gran voglia di imparare. Bello allenare ragazze così.

Bello allenare punto. Bello stare su questi campi. Bello poter portare avanti le mie idee e provare a condividerle. Memorial. Bello…

Mi ricorderanno così. chiederanno alle mie ragazze chi ero? Chissà cosa risponderanno.

Ora testa alla partita.

Sono sotto di un punto. Un cazzo di punto. Sto perdendo. O si vince o si perde. Ho vinto tanto così. Ma oggi è diverso.

Mi fa caldo. La peggiore nel box. Faccio i nuovi segnali. Chissà se sente la mia sfiducia in lei. Devo sorriderle.

Anzi. Chiedo tempo. Mi avvicino. Devo tranquillizzarla perché io ho bisogno di staccare la mente. Potrei dirle tutto. Non so quanto mi ascolta. Forse non sente le parole ma sicuramente le arriva un po’ della mia energia. Vediamo.

Torno nella mia area.

E’ lei ora. Non ci sono più io. Solo lei. Lei e ciò che le ho passato negli anni. Io e tutti gli altri che l’hanno plasmata. Allenatori, compagni, amici, fidanzati, amori. Tutto adesso è li. Concentrato. Tutto ciò che fa una persona.

Caldo… Ho caldo.

Niccolò Brusini

leggi la prima parte del racconto di Niccolò

leggi la terza parte del racconto di Niccolò

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *