“L’ULTIMO INNING” (3 di 3)

Terzo e ultimo appuntamento con il racconto di NICCOLO’ BRUSINI sullo SPEAKER’S CORNER di SOFTBALL INSIDE.

***

Il suono della mazza che colpisce la palla è uno dei suoni che preferisco. In assoluto. Non è un rumore. E’ un dolce suono.

Ed ora l’ho sentito. La battuta è lunga. Alta. Troppo alta. Sono tre secondi che durano troppo.

VAI, VAI, VAI!!! eliminata. Eliminata ma un altro punto entra. ecco la parità 4 a 4 .

O si vince o si perde. Non esiste il pari; è il suo bello. In un film esiste “o piove” ma oggi è caldo. Troppo caldo per piovere.

– Giò, lo sai che devi fare? Portami a casa ‘sta vittoria.

Mi sorride tesa. Lei lo sente che andrà bene. O almeno lo fa credere, o lo vuole credere. Io no. Sensazione di merda. Caldo. Troppo caldo.

– Brava Madda, hai fatto entrare il punto. Bene così.

Le sorrido. Sorrido a Cinzia che entra in battuta. Concentrata. Mi guarda. Segnali. Ora sta a lei contro il mondo.

Primo lancio. Perfetto. Cazzo mi stai immobile… Non posso però darle ancora più tensione di quella che vive già. Dai, la tua. Ce la fai. Lancio. Nulla. Ball. Respira. Cazzo ho sete.

Respiriamo entrambe. Tutti nuovamente posizionati. Io al mio posto. Come sempre. Come da trent’anni. Trentadue. Ora non posso fare altro che aspettare.

Solo. Lei è sola contro il mondo. Io soltanto solo. E vorrei tanto avere il mondo davanti. Ah quanto lo vorrei.

La lanciatrice lascia la palla. Un attimo. Un gesto mille volte visto.

Un suono. Mille volte sentito. VIA, VIA, VIA SU TUTTO…

Già, su tutto… Ela palla stavolta è alta. Non troppo alta. Ma va lontano… Così lontano che… È fuoricampo. Incredibile.

Come se mi avessero sparato con un razzo sulla Luna. O quando col mare mosso prendi le onde alte come te, in piedi sulla riva.

Urla. Gioia. Dolore. Colore. Buio. Tutto. E’ tutto. E’ il tutto. Piange. Lei come me. Come tutti. La mia ultima partita. Sarò ricordato.

Le ragazze si abbracciano tutte. Io faccio quello che ho fatto sempre. Vado a sostenere le ragazze sconfitte.

Provo.

Ma sta solo a loro adesso capire cosa è importante e cosa è fondamentale. Cosa è la vita vera. Lo faccio un po’ per loro e un po’ per levarmi dall’imbarazzo di scoprimi non coinvolto abbastanza dai miei giocatori in festa.

Sempre avuto questo timore.

Per me oggi era fondamentale essere ricordato. Questo. La mia ultima partita. Le ragazze festeggiano. Io resto in disparte. Come sempre. Solo.

Mi vengono a prendere. Mi lanciano in aria. Piango e soltanto io so perché. Ma è giusto così.

Loro hanno vinto.

Io le ho felicemente accompagnate.

Per l’ultima volta.

Niccolò Brusini

 

leggi la prima parte del racconto di Niccolò

leggi la seconda parte del racconto di Niccolò

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