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Su e giù per scale e scalette

Quando ci vuole, ci vuole.

Francamente sono un po’ suscettibile sull’argomento allenamento.

Sono ancor più suscettibile quando vedo video di esercizi (quasi sempre accompagnati da superlativi) che…

Adiamo con ordine:

stamattina vedo un video postato su facebook che raccoglie un sacco di “mi piace”, anche e soprattutto di allenatori che stimo e rispetto.

Il video, uguale a tanti altri, dichiara l’obiettivo di “mejorar tu potencia y explosión” tramite la pliometria.

Non voglio parlare della pliometria che meriterebbe un tomo dedicato e non un post in un blog.

Tanto più che nel video di pliometria, proprio, non v’è traccia.

Non voglio nemmeno parlare del fatto che gli esercizi mostrati possano o meno sviluppare “potencia y explosión”.

Voglio parlare dell’inquietante presenza della SCALETTA.

A prima vista, ma si sa, potrei sbagliare, di questo attrezzo, gli esercizi del video possono fare a meno, ma la sua presenza fornisce una specie di “certificato di garanzia”:

c’è la SCALETTA, è un buon esercizio.

Già, la SCALETTA.

La protagonista indiscussa di miriadi di esercizi.

la sua sola presenza incrementa, di volta in volta, forza, velocità, rapidità, agilità, destrezza per non parlare, dimenticavo di “potencia y explosión”.

Basta mettere una SCALETTA ed ecco pronta una panacea per tutti gli usi.

Prima di proseguire dirò che a me la SCALETTA piace e che la uso nelle mie proposte di allenamento.

Dirò anche che la SCALETTA serve per un sacco di cose ma, non propriamente, per tutte quelle che comunemente si credono.

È un ottimo attrezzo ma ha i suoi limiti strutturali e di uso.

Di fatto serve a migliorare:

  • coordinazione motoria
  • rapidità generale
  • velocità degli arti inferiori

Aiuta anche a sviluppare le seguenti capacità coordinative:

  • accoppiamento e combinazione
  • equilibrio dinamico
  • ritmo

Favorisce, inoltre, la concentrazione sul compito e l’attenzione.

Quando gli atleti si allenano con la SCALETTA devono mantenere il controllo del proprio corpo.

L’esercizio fornisce automaticamente feedback e aiuta l’atleta a controllare il proprio centro di gravità mentre è in movimento (agilità).

Questo controllo spesso non genera significativi aumenti di velocità (intesa come capacità di spostare il proprio corpo nello spazio in minor tempo) ma aumenta la consapevolezza corporea.

La sensazione di velocità che alcuni atleti dimostrano nei video e semplicemente dovuta all’addestramento:

hanno provato e riprovato talmente tante volte quegli esercizi che la difficoltà esecutiva è molto bassa permettendo una ripetizione “automatica”.

È appurato (ci sono studi che lo confermano) che la SCALETTA, da sola, non serve per migliorare la velocità e la rapidità e sviluppa, blandamente, nei limiti dei minimi disequilibri imposti dalle dimensioni dell’attrezzo, l’agilità.

La SCALETTA è un ottimo attrezzo.

La scaletta è però un “attrezzo coordinativo”.

A mio parere, da il suo massimo se utilizzata in accoppiamento con esercizi che sviluppino la reattività.

Occorre inserire, insomma, un “fattore sorpresa” nell’esecuzione dell’esercizio.

Il video che segue ne è un chiaro e semplice esempio:

Accoppiare attività tecniche specifiche e SCALETTA è una ottima e felice intuizione che, come al solito, deve essere, però, studiata e verificata.

Non tutte le proposte che vedo in giro sono funzionali e servono per raggiungere l’obiettivo dichiarato.

Usare una SCALETTA nel contesto di esercizi “statici” ne svilisce e snatura l’uso:

se proprio sentiamo il bisogno di far muovere lentamente i nostri atleti (chissà poi perché…) evitiamo di farglielo fare avanti e indietro per la SCALETTA.

Non basta inserire una SCALETTA in un pessimo esercizio per renderlo, automaticamente, migliore.